Psicologia: Il soggetto schizoaffettivo

La psicosi schizoaffettiva è una malattia patologica psichiatrica con decorso cronico, nel soggetto che ne è affetto sono presenti diverse patologie tipiche, come la schizofrenia con allucinazioni e deliri, il disturbo bipolare ed i disturbi dell’umore quali allucinazioni visive o uditive o la depressione.

Solitamente si tratta di una persona che già presenta alcuni sintomi della schizofrenia, comincia anche a manifestare un disturbo bipolare o depressione, per avere una diagnosi il più attendibile possibile, questo quadro clinico si deve presentare, in maniera continuativa per almeno un mese.

Le cause non sono ancora oggi del tutto determinate, di certo si sa che è più raro della schizofrenia e che riguarda maggiormente le donne, nella maggior parte dei casi clinici il disturbo si manifesta nella prima età adulta, non fanno eccezione gli adolescenti e le persone in età avanzata.

I principali fattori responsabili sono di natura familiare con parenti affetti da schizofrenia, genetici, biochimichi cerebrali, ma anche eventi traumatici o assunzione di droghe, come LSD.

I sintomi possono variare da persona a persona, soprattutto in base al tipo di malattia presente, ovvero se è bipolare o depressivo, mancano episodi maniacali.

Il corso è variabile, possono esserci dei periodi in cui la persona migliora per poi peggiorare in maniera progressiva, i cannabinoidi aumentano in maniera significativa le manifestazioni e provocano più repentine ricadute.

Il soggetto schizoaffettivo è affetto da un disturbo complesso, che va trattato sotto diversi aspetti, al trattamento farmacologico vengono associate delle sedute di psicoanalisi, per cercare di gestire nel migliore dei modi la malattia e per migliorare l’umore, specialmente nei soggetti depressi.

Per consulenze psicologiche online: Psicologo Pescara Davide Farrace