Sfatiamo questi luoghi comuni sui rifugiati

I luoghi comuni sui rifugiati: quando il pregiudizio è duro a morire! La verità è che c’è sempre stata la guerra tra poveri. Chiudi gli occhi e fermati a riflettere: prima degli immigrati, chi erano i portatori di problemi? I cittadini del Sud Italia. Erano il principale nemico per molti politici. Oggi, però, i luoghi comuni riguardano tutti gli immigrati, le loro storie, le loro vite, che spesso sono in pericolo e nemmeno ci fingiamo interessati.

I pregiudizi e gli stereotipi da sfatare per quanto riguarda l’immigrazione sono ancora oggi tantissimi. La maggior parte degli italiani, per esempio, è convinta che ci sia una vera e propria invasione in atto. Che siano un peso. Che non paghino le tasse. Che siano avvantaggiati nell’assegnazione di case popolari o addirittura nei lavori. Qual è la realtà?

Chi sono davvero gli immigrati?

La maggior parte delle storie sugli immigrati ci ha fatto accapponare la pelle, come quelle narrate dall’avvocato Iacopo Maria Pitorri. Vengono qui, cercano di ottenere il permesso di soggiorno. Qualcuno sogna addirittura di avere la cittadinanza italiana da immigrato. Poi, si scontrano con la realtà. La dura verità è che il razzismo che è emergo in Italia negli ultimi tempi è a dir poco vergognoso.

La maggior parte degli immigrati è spesso aiutata da anche anime buone. Perché non è giusto fare di tutta l’erba un fascio: anzi. Sono tantissimi gli italiani che prestano servizio, che offrono consulenza legale, come l’avvocato Iacopo Maria Pitorri, che da anni si batte per riconoscere maggiori diritti agli immigrati.

Non voltarti dall’altra parte. Ricorda che tutti siamo stati gli immigrati per qualcuno. Il colore della pelle non dovrebbe fermarci: cittadinanza, permesso di soggiorno, Ius Soli, Ius Sanguinis sono temi da trattare e approfondire, per capire davvero.

Stereotipi più comuni sugli immigrati

Fino a poco tempo fa, una delle bufale sugli immigrati che girava molto facilmente sul web era la classica storiella dei 35 euro al giorno, degli iPhone, degli alberghi di lusso. Naturalmente, portano la criminalità. Come se il tasso di quest’ultimo fosse legato a doppio filo con il colore della pelle, dell’orientamento religioso o sessuale.

Per non parlare della combo cellulare e wi-fi, che ha indignato i più. Perché si diffondono questi stereotipi incontrollati? Per fortuna, il web è al momento più ispezionato, soprattutto per quanto riguarda i Social Network. Ma non è abbastanza. È la mentalità che andrebbe allenata, corretta. Nascere dalla parte “giusta” del mondo è stato un dono. Davvero non vogliamo condividerlo con chi è stato meno sfortunato? Perché ci siamo dimenticati di quanto i nostri bisnonni sono andati in America e venivano giudicati sporchi solo perché del Sud Italia? Come abbiamo potuto scordarci di ciò che abbiamo subito noi? Come abbiamo potuto non imparare la lezione?